L’oggetto che non butti
- Igor Gribaldo

- 4 giorni fa
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La consegna
L’oggetto che non butti
C’è un oggetto inutile che continui a conservare? Racconta la sua storia dal suo punto di vista. Non spiegare perché è importante: fallo capire.
Federico (@federciani)
Il calendario
Legno del color della nocciola. Un corpo principale, costituito di un doppio fondo e quattro pareti, tutto incollato, solido, compatto. È un alloggiamento in cui s’incastrano quattro cubi uguali per dimensioni. È stato progettato evitando la verticalità delle pareti: le due facce piccole, a destra e a sinistra, sono due rettangoli inclinati e il doppio fondo è anch’esso inclinato; il risultato, un solido che si sdraia e guarda verso l’alto.
Mani attente giravano, giorno dopo giorno, i cubi, che incastrati
perfettamente al suo interno, si allineavano; sulle facce c’erano numeri, nomi dei giorni, nomi dei mesi. Ogni giorno, pazientemente, si andava in cerca del giorno corretto, del numero corretto, e se necessario, del mese corretto, e poi lo si riponeva al suo posto, perfettamente allineato al segno lasciato dalla polvere, sulla libreria.
Stava lì, inutilmente esposto, nessuno lo guardava, nessuno lo considerava, eppure mani attente lo manipolavano ogni giorno. Il sole caldo e l’aria del Mediterraneo lo carezzavano, insinuandosi tra le finestre sgangherate dell’appartamento al secondo piano di Avenue Compadieu, alla periferia di Marsiglia, ormai quindici anni fa. A quel tempo, le mani anziane e rugose di mio nonno se ne prendevano cura, si premuravano di aggiornare ogni singolo giorno la data. Un giorno però, successe che quelle mani non arrivarono, e il giorno seguente, e quello dopo ancora. La data, immutata: domenica 27 febbraio.
L’oggetto è rimasto immobile da allora, fermo sempre a quella data, sempre spolverato, curato, ma mai aggiornato. Solo quelle mani lo tenevano aggrappato ad una qualche utilità. Oggi questo calendario è istantanea di un triste passato, testimone inconsapevole e inerte di una tragedia familiare. Non è reliquia, non è altarino, è semplicemente il ricordo fisico di un momento da
cui, risalendo le acque del tempo, si può narrare l’intreccio tra la mia vita e quella di mio nonno.
Il calendario non avrà mai più la sua funzione originaria, ma non importa. Resterà lì e sarà curato comunque, uno tra tanti oggetti inutili ma irrinunciabili della mia vita.
Adelaide (@heidy__adel)
Non mi buttare/Non mi scordare
So che non mi hai scordato
In me si celano troppi
Cari ricordi
Di una te ormai passata
Che ha dimenticato
Quanto sia bello sognare.
So che di me non ti vuoi sbarazzare
Perché in me c'è il tuo estro
Creativo
La tua fiamma vitale
L'unico sano ricordo che hai
Della tua passione:
La scrittura.
So che non mi hai dimenticato,
Mia amorevole amica
Io racconto troppe storie
E tutti i tuoi sforzi
Per partorire ogni volta
Una storia
Che parli un po' di te
E un po' del mondo.
Lo so che mi pensi
Anche se le mie pagine si sono
Ingiallite
La carta è diventata fragile
E le righe si sono scolorite.
E anche se mi hai abbandonato
Per un po' nel cassetto
So che mi riprenderai
Come riprenderai i tuoi sogni
Che tanto hai messo da parte
E li rifaremo ribrillare
Insieme,
Ancora una volta.
Eccoti, arrivi.
Ne è passato di tempo.
Lo sapevo che non mi avresti buttato.
Finalmente.
Rieccoti!"
H.B. Greendust (@the_efed)
0.05
Ciao amici, ero un 5 centesimi rosso come il rame, Oramai sono ricoperto di ossido e muffe, macchie verdi e blu, quasi come una piccola lente divina sul pianeta.
Sono conservato a 20/30 mezziquarti di spanna dalla finestra della mia stanza* da vent'anni in una busta di nylon un tempo trasparente e pulita come l'anima di chi mi adottò in quell'ultima estate adriatica.
Non sono altro che quel che rimane del costo imperfetto di un libro illustrato sugli eroi del wrestling, venduto in una libreria di Cesenatico in un'epoca pura.
Ero un freddo tondo sottile ma sono rimasto marchiato dal calore vitale di una mano gentile, dall'energia di un inaspettato scambio di sguardi e saluti tra i miei padroni. Uno scambio che poi il mio nuovo padrone ha ritrovato stringendomi nel corso dei giorni, poi dei mesi, poi degli anni, fino a dimenticarsi di me per quasi un decennio. Ogni volta quelle mani si sono connesse di nuovo e si connettono ancora, si connetteranno per sempre, finché il mio padrone si ricorderà di toccarmi. A volte mi sento come un fuoco magico e vibrante racchiuso nella secca e archeologica umiditá del tempo, salvato per caso dal mio padrone e dalla sua cura per la memoria di un'epoca inutile.
Igor (@gribyslab)

Buffon De Sciglio Benatia Rugani Asamoah Bentancur Marchisio Cuadrado Bernardeschi Sturaro Mandzukic
Allenatore: Allegri
L'undici iniziale dalla squadra A era questo. Incredibilmente la vostra prima Juve dal vivo. Si arrivava dalla finale di Champions persa col Real. Ma si mostrava anche lo Scudetto e la Coppa Italia.
Te lo ricordi Paulo con il trofeo in mano?
Ti ricordi il brivido di vedere la nuova divisa? E te lo ricordi il brivido di aver scattato le prime foto con la 5D Mark IV?
La corsa degli atleti, i piccoli cori, il trasporto emotivo unico di quando si è in mezzo ad altri juventini. L'apparire nella diretta Facebook della pagina della Juventus di fianco a mamma, papà e tuo fratello. Le lacrime che affiorano ad immaginare l'Avvocato a bordo campo. Sapere che quel prato l'ha calpestato anche Zinédine. Il sonoro vaffanculo a tutti quelli che ti avevano fatto sentire, qualche mese prima, un pesce fuor d'acqua a non conoscere le usanze delle squadre degli aranceri. Beh, il tuo cuore è colmo di gioia perché riscopri che in realtà il senso di appartenenza ad una squadra per te era sempre esistito. Ed era molto più grande del loro.
Ero nella tasca dei tuoi pantaloncini.
Dal tuo battito cardiaco e dal tuo sudore ho percepito tutto.
Sarà per questo che non mi butti?
𝐷𝜇𝜌𝑙𝜀𝜘 𝜌𝜎𝜀𝜏𝜄𝑐𝛼
#47

27 dicembre 2025 - 14 gennaio 2026




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