obsolescenza
- Igor Gribaldo

- 4 feb
- Tempo di lettura: 9 min
Aggiornamento: 5 feb

La consegna da un'idea di Andrea (@andrea.brach)
Sei nei 2041 e nei meandri dei tuoi effetti personali di 15 anni fa ritrovi il tuo telefono cellulare. Completamente scarico, fatichi persino a riaccenderlo per via della batteria che non riesce più a durare abbastanza da permetterti di tenerlo staccato dalla presa di corrente per più di 30 secondi.
La rete internet è cambiata così tanto che non puoi nemmeno più fare uso del normale browser per cercare vecchie app compatibili.
Vorresti utilizzarlo normalmente, ma non puoi più per via della sua obsolescenza. Ci sei molto affezionato/a più che altro per i ricordi che porta in sé: prova a immaginare e raccontare cosa contenga tra musica, file multimediali e appunti scritti, facendo particolare attenzione sull'effetto nostalgia che questi comportino sulla tua personale esperienza. (Se preferisci, cambia l'anno di riferimento presente, ma continua a proiettarti di 15 anni indietro per il dispositivo)
Andrea (@andrea.brach)
OBSOLESCENZA
Anno 2026.
Sono cresciuto con lettori MP3 e telefoni che potevano riprodurre musica. Certo, nessun moderno smartphone è "orfano" di questa caratteristica, ma nei primi anni 2000 era una novità. Ricordo che quando si era possessori di un dispositivo etichettato "Express Music" automaticamente si otteneva l'ammirazione dai propri amici e compagni di classe.
I tempi sono cambiati davvero tanto e forse un po' per rivivere quegli istanti, ho deciso di andare alla ricerca di uno di questi vecchi dispositivi. Ci potrei tornare a fare della musica elettronica, penso. Le moderne applicazioni sono quasi sempre spazzatura, ma una volta erano davvero degli strumenti creativi intriganti e potenti. Uno di questi è esattamente ciò che vado cercando. Già mi esalto al solo pensiero di tornare ad utilizzarlo come ai vecchi tempi.
Salgo in soffitta e comincio a rovistare tra un mucchio di vecchi disegni, scartoffie di 10 o 20 anni fa, ma niente da fare. Perduto per sempre, mi dico sconsolato quando l'ennesimo scatolone si schiude e rivela tutto meno che ciò che sto cercando. Poi però, dopo un estenuante pomeriggio di ricerca, eccolo li. Esattamente come lo ricordavo, bianco e argento, graffiato in ogni suo angolo. Ho sempre tenuto molto male i miei oggetti fino ai miei 20, 25 anni. Non che sia migliorato poi così tanto ora, ma questo dispositivo nello specifico era riuscito incredibilmente a "sopravvivermi". Forse perché all'epoca mi era costato diverse paghette. Ci mancherebbe altro che non mi fosse durato!
Minuscolo, freddo e soprattutto scarico, come intuibile, lo recupero e lo porto di sotto. Il suo cavo di alimentazione è "sbucciato" malissimo, lasciando scoperti i cavetti interni in una composizione artistica che solo il Cyberpunk al quale sono molto affezionato potrebbe comprendere. Il nastro nero isolante è mio alleato. Sistemare quel cavo mi da la conferma di essere disposto a tutto pur di far riaffiorare alla luce quel dispositivo elettronico, ma una volta collegato alla corrente, si accende lo schermo, visualizza la batteria scarica al livello critico, parte la schermata di caricamento con il logo dell'azienda produttrice e poi… nero. Ripete in ciclo continuo la stessa cosa. Batteria scarica, schermata di avvio, uno o due minuti di attesa e poi nero.
Andato. Cimito.
Non mi sono mai sentito così triste per un oggetto inanimato.
Decido di abbandonarlo attaccato al cavo di alimentazione, con la speranza che questi si possa caricare ed accendersi prima o poi. Ed in effetti qualche segno di rinascita riesco ad ottenerlo dopo qualche decina di minuti.
Batteria scarica, schermata di caricamento, due minuti di attesa poi… schermata di blocco. Non ci credo, è "vivo"!
Niente password per mia fortuna, così provo a sbloccarlo. Schermo nero. Riparte lo stesso ciclo di prima. Batteria scarica, schermata di avviamento ecc. Per "tanto così" mi dico. Ma sono fiducioso e me lo dimentico volutamente per un'ora o due in carica.
Passa del tempo, faccio cena e mi lavo i denti nel frattempo, e quando torno è pronto a schiudersi sotto al mio tocco.
Sono nella schermata principale!
Quello schermo da 3 pollici scarsi racchiude tutta una serie di ricordi e informazioni dal passato. Una marea di applicazioni aperte in background. Saranno 15 anni che non ne uso uno, il suo sistema operativo è talmente vecchio che si è fermato agli aggiornamenti di 10 o 12 anni fa, ma la mia memoria muscolare compie una vera e propria magia. Doppia pressione sul tasto del menù, visualizzo le app aperte in sospeso, pressione prolungata su una di esse e poi picchietto su ognuno dei pallini rossi materializzatisi su ognuna di esse per chiuderle. Assurdo.
Scorro tra le schermate e trovo subito l'applicazione per creare musica che cercavo e un tuffo al cuore mi pervade all'istante. La apro, cerco tra i vecchi progetti salvati e le date di salvataggio degli stessi mi ricordano di quanto tempo è passato. 2014.
Rimango scosso per qualche istante, ma so che c'è dell'altro nascosto all'interno di questo pezzo d'antiquariato a base di silicio e micro led.
Apro la galleria delle immagini e vi trovo diapositive di un passato davvero dimenticato dal 2017.
Foto di disegni, miei quadri ad acquerello in fase di realizzazione, una foto di una ciminiera industriale senza motivo alcuno e alcuni scatti di me vestito con una tuta da imbianchino vicino ad un telaio di un'auto intento a far boccacce all'obbiettivo della fotocamera. Queste me le ricordo. Dalle foto non posso sapere l'anno in cui sono state scattate, ma forse sono del 2013. Prima della mia attuale auto, ne possedevo una d'epoca. L'avevamo acquistata proprio nel 2013 e l'inverno dello stesso anno l'avevamo chiusa in officina per un restauro profondo. Quelle foto ritraggono l'inizio dei lavori sulla preparazione della carrozzeria per la riverniciatura.
Che ricordi. L'effetto nostalgia è davvero forte in questo momento.
Proseguo con la ricerca interna. Controllo la libreria musicale, lo usavo principalmente per ascoltare musica in classe durante le lezioni di disegno dal vero al liceo. Nulla di sconcertante. Tutta musica che ascolto ancora adesso.
Poi passo alla raccolta video e mi accorgo che c'è la riproduzione di un film ferma ai titoli di coda. Mi pare di riconoscerlo dai caratteri utilizzati per i crediti finali, e ne ho la conferma quando lo chiudo e mi ritrovo davanti alla raccolta. Ben due film della stessa saga, scaricati e memorizzati in quei 16GB di memoria totali. Non serve che ve lo dica, ma i film in questione sono "Matrix" e "Matrix Reloaded"... prevedibile.
Continuando con la ricerca trovo una vecchia applicazione di messaggistica tramite internet. Dovrei fare l'accesso all'account per entrarci e scoprire i miei ultimi messaggi e a chi questi fossero indirizzati, ma non uso questo e altri dispositivi della medesima compagnia da troppo tempo. Impossibile ricordare la password, anche se potrei avere dei sospetti: all'epoca ne usavo soltanto una per tutto. Potrebbe non essere stata mai cambiata.
La cosa in realtà non mi interessa granché, perché ora sono curioso di vedere se posso collegarmi allo store e scaricare altre vecchie applicazioni che adoravo in passato, ma che ora non trovo pre-installate.
Collego il dispositivo al wi-fi che possiedo ora e provo ad entrare. Impossibile caricare lo store, recita il messaggio di non così piacevole benvenuto. Troppo vecchio, mi dico io mentre cerco di aggirare l'ostacolo come sapevo fare di solito e scaricare le applicazioni direttamente dal browser internet.
Browser obsoleto, necessario aggiornamento. Inutile dire che quell'aggiornamento risulti impossibile da effettuare.
Ed ora sono qui: contento, ma triste al tempo stesso per un dispositivo che non può sopravvivere per più di 1 minuto senza alimentazione di corrente, pensando che prima o poi bisogna saper dire addio anche al proprio passato racchiuso all'interno di apparecchiatura elettronica.
Forse è per questo che dalla fine dell'anno scorso ho cominciato ad investire più tempo e risorse in oggetti materiali pre-digitali. Quelli durano finché te ne prendi cura e non perché il mondo è andato avanti per la sua strada dimenticando il proprio stesso passato chiudendo server, dismettendo assistenze o programmando obsolescenze in ogni suo vecchio-nuovo prodotto.
Lo volete un consiglio?
Trasferite su carta quello che potete. Non importa che tenga troppo spazio fisico rispetto al byte… nulla potrà rendere obsoleto un libro o una macchina da scrivere più di quanto non lo siano ora, nel 2026. Perché è la sensazione che questi oggetti sanno trasmettere ai loro utenti, nelle menti e nei loro cuori, a poter vivere in eterno.
Adelaide (@heidy__adel)
"Un tuffo nel passato"
Ti ritrovo
Tra i meandri del
Nulla
Dimenticato in un cassetto
Spento
O tu,
Vecchio specchio nero.
La tua fonte vitale
È pressoché morta
Allora provo ad alimentarla
Per riportarti
In vita.
Dopo ore di carica
Torni stranamente
Tra il mondo dei
Vivi
E ti accendi
Con mille
Colori.
Mille applicazioni si
Illuminano tra le mie dita
Ricordandomi
Giochi
Che non vedevo da tempo.
Che nostalgia!
Che melanconia!
Il divertimento che mi
Regalavate
Era impagabile
E sapeva sempre
Allietarmi
Nelle giornate di pura
Noia.
Ma ciò che mi colpisce di più
Sono le foto
Che trovo nella galleria
Una vera galleria d'arte!
Immagini
Che si proiettano
Nei miei occhi
E si conficcano nella
Mia mente
Risvegliando
Attimi passati
Lontanissimi!
Trovo foto con quelle che erano
Le mie migliori amiche
Foto del mio adorato cane
Ormai morto da troppo tempo
E a cui ho voluto bene
Con tutta me stessa
Trovo foto di compiti
E l'ansia mi assale
Solo nel vederli.
Trovo video di me e mio
Fratello
Che facciamo i buffoni
E un altro dove do un lungo
Bacio e poi un abbraccio
Alla mia mamma.
I brividi mi assalgono!
Un'inspiegabile felicità
Mi assale il cuore!
Poi passo ai testi
Scritti
A quei messaggi che avevano
Attraversato l'etere
Ed erano arrivati
Alle persone più
Impensabili.
Ne trovo uno che particolarmente
Mi colpisce:
Una vera e propria "lettera d'amore"
Che avevo scritto ad un ragazzo
Di terza media!
L'imbarazzo
È solo quello che provo!
Però al tempo stesso mi congratulo
Con la vecchia me
Per essere stata così coraggiosa!
Poi passo alla musica:
Quella è ancora più
D'impatto!
Mi sobbalza il cuore
E l'anima
Ad ascoltare quelle note
Dimenticate nel passato!
Gruppi diversi,
Cantanti tra i più disparati,
La maggior parte
Conosciuti grazie al mio
Fratellone!
Che ricordi!
Che nostalgia!
Che melanconia!
Cosa può causare un semplice
Specchio nero ad un'anima
Così sensibile come la mia?
Un tuffo lontano di 15 anni
In ricordi che la mia mente
Pensava di aver dimenticato
Definitivamente...
E invece....
Igor (@gribyslab)
Per scrivere questo 𝐷𝜇𝜌𝑙𝜀𝜘 ho fatto una cosa che di solito evito come la peste: prendermi qualche piccola libertà sulla consegna... Spero che ad Andrea non dispiaccia ma, dopo aver scritto questo testo e un altro più rispettoso della consegna, mi sono reso conto che questo era quello giusto, quello da pubblicare. Spero siate comprensivi... 😁
times of my life
Me lo ricordo bene, quel click meccanico della ghiera (la click wheel) o il freddo dell'alluminio sul palmo. Su quell'iPod di 5a generazione sono certo si trovino i Sum 41 e Fabri Fibra. Mi piacerebbe poterlo riaccendere e dare un ascolto... potrei alzare un po' la voce e chiedere all'AI di riprodurmi qualche pezzo ora, ma non sarebbe la stessa cosa. I file contenuti nell'iPod erano stati inseriti dal me undicenne, vorrei poterli ascoltare per sentire la bassa qualità e interpretarla al pari della polvere tra i martelli di una macchina da scrivere degli anni '30 del '900. Sarebbe una madeleine digitale di pregevole valore.
Vorrei anche posare gli occhi sul video di Katy Perry "Hot N Cold" che tanto piaceva a me e ai miei compagni di classe (chi, guardando quel video, non avrebbe voluto sposare Katheryn?), sempre contenuto nell'iPod.
Quel periodo corrisponde al mio primo anno alle scuole secondarie di primo grado. Un periodo davvero di merda, ma tolte le ore passate in classe in realtà a casa era bello. Internet mi stava portando a poter scoprire gli sport americani, un ossigeno a stelle e strisce di cui avevo disperato bisogno.
La Juve era in Serie B, ma non era importante, il Capitano era rimasto lì per far tornare grande la Vecchia Signora. Mio fratello, all'asilo, veniva continuamente tentato a diventare tifoso interista (squadra in un periodo di grazia) così come avevano fatto quasi tutti i suoi amici... Ma quando tornava a casa e mi aiutava ad incollare le figurine Panini, vedeva nei miei occhi una luce che si accendeva forte quando gli raccontavo delle gesta bianconere di qualche anno prima. In particolare, ricordo una volta di aver fatto un discorso alla Al Pacino in Ogni maledetta domenica, spiegandogli che quando la Juve avrebbe di nuovo vinto senza che lui avesse smesso di tifarla sarebbe stato come imparare a volare. Capivo che era difficile seguire una squadra che non vinceva e che veniva derisa da tutti. Ma, Dio mi fosse testimone, una volta tornata a vincere avrebbe guardato tutti i suoi compagni di classe dall'alto e sarebbe stato impagabile.
Pur con qualche dubbio accettò di continuare a tifare la Juve.
Quando nel 2012 diventammo di nuovo Campioni d'Italia la promessa che gli avevo fatto 6 anni prima, venne mantenuta.
Vedete, sarà stato solo calcio, ma una cosa che ho capito anni dopo è che e così che insegnai a mio fratello cosa significa amare.
Su quell'iPod di 5a generazione sono contenuti anche questi momenti, come se fosse un cuore digitale.
𝐷𝜇𝜌𝑙𝜀𝜘 𝜌𝜎𝜀𝜏𝜄𝑐𝛼
#48

19 gennaio 2026 - 2 febbraio 2026




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