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Oggetti senza nome

Illustrazione generata con l'aiuto di un'intelligenza artificiale (ChatGPT – OpenAI)
Illustrazione generata con l'aiuto di un'intelligenza artificiale (ChatGPT – OpenAI)

La consegna da un'idea di Elena (@lamentecarta):


Fai un tour di casa tua e scegli uno o più oggetti che ti colpiscono. Descrivili senza mai dire cosa sono: racconta la forma, il colore, il peso, la luce che ricevono, i segni del tempo o i ricordi che custodiscono.

L’obiettivo è guardarli come se li vedessi per la prima volta, restituendo loro un po’ di mistero.




Cesare (@costacesare)


1


Sta sul ripiano della cucina come un piccolo reattore dimenticato dopo una guerra breve.

Il corpo lucido riflette la stanza a pezzi, deformando sedie, finestre e mani in figure allungate, quasi liquide.

Ha il ventre gonfio, argentato ai lati, annerito vicino alla base dove il calore lascia ogni giorno la propria firma.

Dal becco sottile esce un respiro bianco, nervoso, che invade l’aria e appanna tutto per qualche secondo.

Quando si accende, una luce azzurra pulsa nel buio della cucina.

Sembra un occhio artificiale rimasto sveglio più del necessario.

All’inizio borbotta piano.

Poi il suono cresce, vibra, diventa un fischio lungo da nave fantasma persa nella nebbia.

L’acqua al suo interno sbatte contro le pareti come qualcosa che vuole uscire.

E per un momento ho la sensazione che quell’oggetto conosca una lingua antica fatta solo di vapore e febbre.



2


C’è un piccolo mostro dal cuore di latta,

che mastica il tempo e poi salta e scatta.

Di notte lampeggia parole gioconde,

e conta i silenzi nel mare delle onde.


Di notte lampeggia numeri blu mare,

come pesci elettrici pronti a nuotare.

Le girano dentro ingranaggi d’argento,

che odorano pioggia, caffè e temporale lento.


Quando il cielo si colora dietro la finestra,

salta di gioia sopra alla mia destra.

Ha dentro un’orchestra che corre e sfavilla,

e accende il mattino come una scintilla.




Silvia (@rougewine)


Un oggetto senza nome.


Brilla senza davvero brillare, come se la luce lo attraversasse e allo stesso tempo la trattenesse. 

La sua superficie liscia sembra essere liquida e al tocco risulta fredda come il metallo.

La forma è semplice, quasi umile, eppure ha un modo tutto suo di imporsi nella stanza. 

Ha sempre una forte presenza dentro una stanza.

Non pesa molto, ma quando lo sollevi senti un peso emotivo non indifferente, come se custodisse dei segreti.

Il bordo ha delle piccole imperfezioni, minuscole scheggiature che raccontano di mani frettolose, di traslochi, di cadute sfiorate.

La luce lo accarezza in modo strano: non si limita a posarsi, ma sembra entrare, trasformarsi, uscire diversa. 

A volte appare come una finestra verso un altrove; possiede un occhio che osserva senza giudicare, almeno così ci sembra.

Nel buio resta lì in silenzio, come se aspettasse il prossimo volto da guardare.

Non conserva polvere, ma una presenza: un sorriso intravisto, un gesto ripetuto mille volte, un dubbio, una fretta, un ricordo che non sapevi di aver lasciato lì. 

Ogni volta che lo guardi, ti restituisce qualcosa e non è mai quello che ti aspetti.

Ti sorprende la sua natura doppia: è lì, fermo, immobile … eppure cambia continuamente. 

Non dice mai chi è davvero. 

Non dice mai chi sei davvero. 

Si limita a suggerirlo.




Giacomo (@giacomo.pirovano)


Li custodisci al fresco e al buio

in un piccolo armadio a muro della tua tana.

Lì nascondi ciò che è stato,

una nicchia coi suoi simulacri

dietro a una debole anta di legno.


Un marchingegno bianco,

un parallelepipedo che non ti ha mai tradito.

Poi è giunta la sua morte naturale,

ormai emigrato a nord.

Ora riposa per sempre,

ha svolto il suo compito

nell’oscurità del sottotetto,

ha aperto gli occhi molte volte al suo padrone.


Un piccolo oggetto di vetro

contiene ancora qualche grano nero.

Ti ha accompagnato nei pasti frugali

della grande città, solo e non solo.


Un contenitore sinuoso,

scuro e dolce, tanto leggero quanto vuoto.

L'etichetta si scolla,

rimane un po’ della fragranza.

Non era per te,

eppure l'hai usato fino alla fine,

per sentire ancora e ancora il suo profumo.



Igor (@gribyslab) 


Dante Alighieri, stilizzato, sta camminando tra le colline toscane.

Questa illustrazione è stampata sopra l'oggetto di cartone che viene custodito, con mia sorpresa, nella libreria di Stephen King. La più importante dell'abitazione.

È leggero, credo contenesse un liquido. Sopra è riportato l'anno 2022. La superficie bianca non si è ingiallita, sembra sopportare bene il tempo che passa. È riposto coricato, con un po' di fantasia è come se fosse sopra ad un materasso di segnalibri.

Mi piacerebbe sapere qual era lo stato d'animo di chi ha ingerito la bevanda.



Elena (@lamentecarta)


Mura di Carta,

nate dalla magia di un mago:

Merlino,

acquistate con i sacrifici del primo Arbino.


Un fienile che racconta.

Ti aspetto

alla mia porta,

nata dalle vecchie travi del tetto.


Una casa costruita con tanta premura,

non può che ospitarvi

tra le sue Mura:


oggetti importanti,

misteriosi,

saccheggiati,

ereditati,

rovati,

talvolta comprati.


Spero di suscitare in voi un po’ di curiosità:


  1. Mia nonna, quando la vide, disse che sembrava un morto. Io ero convinta fosse un alieno; oggi assomiglia più a una maschera sarda. In inverno mi piace sentire, con la punta delle dita, la sua texture e il suo calore. È il custode del fuoco.

  2. Esiste un preciso ordine nell'accensione delle luci della sera: servono a scaldare l'atmosfera. Sono appartenute a un prete, pesanti quanto il suo ruolo. Probabilmente prestò servizio nei primi anni del Novecento e gli saranno servite per leggere fino a tarda sera nei suoi alloggi. Io, però, preferisco immaginare che abbiano portato un po' di speranza alle anime dei fedeli.

  3. Da un lato, un valore economico e dall’altro un coniglio immaginario che continua ad emozionarmi.

  4. Tra i molti soli che osservo ce n'è uno creato dalle sapienti mani di un'amica. La sua insolita esistenza mi provoca nostalgia per un tempo vissuto soltanto nei sogni.

  5. Un pezzo di carta incorniciato mi ricorda che sono stata in grado di impegnarmi per un qualcosa che ora non esiste.

  6. Il legno suona.



𝐷𝜇𝜌𝑙𝜀𝜘 𝜌𝜎𝜀𝜏𝜄𝑐𝛼

9 maggio 2026 - 25 maggio 2026

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