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Lista drink dei Branzini

Illustrazione generata con l'aiuto di un'intelligenza artificiale (ChatGPT – OpenAI)
Illustrazione generata con l'aiuto di un'intelligenza artificiale (ChatGPT – OpenAI)

La consegna


Scegli un grande classico della letteratura oppure un autore iconico e trasformalo nella ricetta di un cocktail da servire nel nostro Saloon Letterario.


Il drink dovrà avere:


Un nome

Può richiamare il libro, l’autore, un personaggio o l’atmosfera dell’opera.


Gli ingredienti

Devono essere immaginari, simbolici o assurdi.


La preparazione

Non deve essere una semplice ricetta: deve diventare una micro-storia.

Racconta come viene preparato il cocktail, chi lo beve e che effetto fa. Fa vedere al lettore cosa succede dopo il primo sorso: cambia il modo di parlare? Arrivano ricordi? Il bevitore diventa un personaggio del libro? Si perde in un romanzo da cui non riesce più a uscire?


Puoi scegliere il tono che vuoi, l’importante è che il cocktail abbia il sapore dell’autore o del libro che hai scelto!




Cesare (@costacesare)


Cocktail: Quota Zero


Ingredienti


 due ali dimenticate da chi aveva smesso di provarci

 un dito di orizzonte appena aperto

 tre gocce di vento contrario

 una piuma che ha cambiato proprietario almeno mille volte

 un cubetto di tempo rimasto fermo alle possibilità

 una risata presa in prestito a una nuvola

 un sorso d'acqua capace di riflettere ciò che non è ancora accaduto

 un granello di gravità, per ricordarsi che anche lei fa il suo mestiere


Preparazione


Il cocktail non compare sul menù.

Per ordinarlo bisogna entrare nel Saloon Letterario senza fare domande. Chi ne fa una riceve soltanto un bicchiere d'acqua. Il barista sostiene che le risposte pesano troppo per stare dentro un drink.

Dietro il bancone c'è un uomo senza età. Porta una camicia con le maniche arrotolate, una piuma bianca nel taschino e lo sguardo di chi ha attraversato il cielo così tante volte da non sentire più il bisogno di raccontarlo.


Non prende mai lo shaker.

Apre una finestra.

Lascia entrare il vento.

Poi versa gli ingredienti in un bicchiere perfettamente trasparente.

Non li mescola.


“Le cose importanti”, dice sottovoce, “si riconoscono da sole.”

Così aspetta.

Aspetta che siano gli ingredienti a trovare un accordo tra loro. Succede sempre, anche se all'inizio sembrano ignorarsi.

Il vento gira lentamente nel bicchiere.

L'orizzonte si scioglie.

La gravità resta sul fondo, un po' offesa, ma non protesta.


Quando il liquido comincia a schiarirsi, il barista lo solleva all'altezza dell'orecchio.

Se sente il rumore del mare, aspetta ancora.

Il mare parla di partenze.

Questo cocktail parla di ritorni.


Se invece sente qualcuno ridere, una risata limpida, di quelle che nascono quando si smette di avere paura, allora sorride appena.

“Adesso può essere bevuto.”


Lo serve a un uomo arrivato con le scarpe consumate e le tasche piene di mappe. Da anni cerca il luogo giusto in cui vivere.

Al primo sorso non accade nulla.

Almeno così sembra.


Al secondo, il pavimento si ricorda di essere soltanto un'idea.

Le pareti del Saloon si allontanano quel tanto che basta per lasciare passare uno stormo di gabbiani.

Le finestre smettono di guardare la strada e si affacciano sul cielo.

L'uomo osserva le proprie mani. Sono identiche a prima. Eppure sembrano capaci di sostenere anche ciò che non esiste.


“E se fosse tutto un'illusione?” domanda.

Il barista asciuga con calma un bicchiere già asciutto.

“Può darsi.”

Fa una pausa.


“Ma dimmi... quando hai smesso di avere paura, ti è sembrato meno vero?”

L'uomo abbassa lo sguardo.

Le mappe che portava nelle tasche sono diventate bianche.

Non perché abbiano perso le strade.

Perché hanno capito che nessuna strada può indicare un luogo dove si arriva volando.


Lascia qualche moneta sul bancone. Sono leggere come piume.

Quando esce, nessuno lo vide spiccare il volo.

Qualcuno giura che abbia continuato a camminare.

Qualcun altro racconta di aver visto un gabbiano attraversare la strada con il passo tranquillo di un uomo.


Il barista non corregge mai nessuna delle due versioni.

Si limita a richiudere la finestra.

Poi sistema un altro bicchiere trasparente sul bancone.


Perché, prima o poi, entra sempre qualcuno convinto di cercare un cocktail, quando in realtà sta cercando il coraggio di credere che il cielo non sia sopra di lui, ma dentro di sé.




Giacomo (@giacomo.pirovano)


Iliade


Un lebete istoriato racconta con le sue immagini

gesta eroiche che attraversano l’eterno.

Racchiude un nettare scurissimo e denso,

dai riflessi dorati e scintillanti

come mille armature, scudi, elmi, lance e spade

che si intrecciano in infinite battaglie.

Esala un profumo bruciante di vendetta,

figlia dell’umiliazione e del dolore.

Riposa all’ombra di un’antica quercia,

presso le mura distrutte di una città morta.

Al suo interno, si conserva nei secoli

una grande quantità di densa violenza;

l’orrore macabro non manca al palato,

e superato il primo senso di disgusto

non se ne può più fare a meno.

La accompagna una corposa dose

di rossa brama di potere, ricchezze e donne;

quest’ancestrale sostanza tutta umana

è armonizzata dal blu dell’amor di patria,

ancora tenue, non troppo rappresentato.

La struttura della corposa bevanda

è pervasa dal duro elemento, il più forte,

della tragedia della guerra:

la morte dei cari e la sofferenza dei vivi,

il dramma di una moglie vedova,

lo spietato destino di un bambino orfano,

l’insostenibile morte di un figlio.

Il culmine di questo sapore,

così aspro da togliere il fiato,

è la dignità di chi ha baciato le mani

dell’assassino dei suoi figli

per riportare in patria il corpo del più grande,

per onorare e cremare il suo corpo.

Non teme più nulla, più altro non spera e desidera.

Ciò che forse stupisce di questa maestosa bevanda

è la persistente acidità dell’intervento divino,

vile e indigesto, che fa da contrasto

con l’eroico mito dei combattenti,

uomini che si perdono senza nascondersi

in un pianto dal gusto amaro.



Igor (@gribyslab) 


A volte ritornano

Ingredienti:

  • 4 cl di bourbon affumicato nelle cantine dell’Overlook Hotel.

  • 2 cl di rum scuro di Derry.

  • 1,5 cl di liquore alla ciliegia, rosso come il ballo di Carrie.

  • 1 cl di sciroppo d’acero del Maine.

  • Ghiaccio.


Il cocktail viene mescolato lentamente, al ritmo delle ruote del triciclo di Danny nei corridoi dell’Overlook. Ha un sapore intenso e affumicato: all’inizio è dolce e caldo, con note di acero e ciliegia, ma subito dopo arrivano l’amarezza delle spezie e la profondità oscura del rum.

Dopo il primo sorso, chi lo beve sente una macchina da scrivere battere alle proprie spalle. Al secondo, un palloncino rosso compare accanto allo sgabello. All’ultimo, riaffiorano ricordi che credeva sepolti. Perfetto per le estati in compagnia dei tuoi migliori amici!




𝐷𝜇𝜌𝑙𝜀𝜘 𝜌𝜎𝜀𝜏𝜄𝑐𝛼

3 luglio 2026 - 19 luglio 2026

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