Riscrivere il pianto

La consegna
«Gemma ricacciò indietro le lacrime.»
È una frase che abbiamo letto mille volte: il significato è chiaro, ma l’immagine è ormai diventata un cliché.
Riscrivila in modo originale, facendo capire che Gemma sta cercando di non piangere senza dirlo esplicitamente e senza ricorrere a espressioni già sentite.
Puoi affidarti a un gesto, a una sensazione fisica, a un pensiero, a un oggetto o a un dettaglio inatteso.
Mantieni il nome Gemma e la stessa situazione emotiva. Il testo può essere una sola frase o un brevissimo paragrafo.
H.B. Greendust (@the_efed)
Ad un tratto Gemma provò a nascondersi dietro a quelle sottili lenti, come se fossero due toppe di cuoio, ma non erano mai state così limpide e trasparenti.
Eva sembrava fissarla, seppur di sfuggita.
Gemma quindi accennò un sorriso tanto nervoso quanto immotivato, allorché provò a fingere un lieve starnuto, trasmutandolo poco dopo in un grossolano colpo di tosse; infine rotolò giù dal divano simulando uno svenimento.
Eva, allarmata, si precipitò a soccorrerla, le accarezzò il volto per sincerarsi delle sue condizioni, ma si bagnò tutte le mani di un liquido salmastro.
Cesare (@costacesare)
Gemma sentì la gola stringersi e spinse la lingua contro il palato.
Deglutì. Una volta. Due. Alla terza il respiro le rimase a metà.
Dentro, la bambina che era stata cominciò a bussare.
“Non adesso”, pensò. “Ti prego, non adesso.”
Fissò una macchia sul muro e ne seguì i contorni, concentrandosi su ogni curva per non pensare.
Ma il corpo ricordava meglio di lei.
La mascella si irrigidì. Le unghie cercarono il palmo e vi affondarono lentamente.
Poi arrivò quell’odore, qualcosa che non aveva mai saputo nominare.
Gemma smise di respirare. Per un secondo ebbe di nuovo otto anni.
Si morse l’interno della guancia. Il sapore del sangue la riportò al presente.
Qualcuno le stava parlando. Annuì senza aver capito una parola.
Dentro, la bambina aveva smesso di bussare.
Adesso graffiava.
Gemma sollevò gli angoli della bocca e offrì agli altri il sorriso che aveva imparato a usare nei giorni peggiori.
Poi, da un punto di sé che credeva morto, sentì una voce piccolissima chiamare:
“Mamma.”
Silvia (@rougewine)
Gemma soffiò forte dal naso e si fissò la punta delle scarpe, premendo le labbra l'una contro l'altra fino a farle diventare due linee bianche.
Igor (@gribyslab)
Gemma cercò un ricordo felice. Scartò il primo, poi il secondo. Cominciò a ruotare e sciogliere i polsi, come le avevano insegnato al corso di soft skills. Teneva gli occhi aperti perché delle palpebre, in quel momento, non si fidava.
Elena L
Gemma era una Dottoressa, precisamente una Pediatra, una donna saggia, forte e coraggiosa, molto resiliente e determinata. Alla visione di quelle scene di guerra voleva agire, si sentì scossa le stava scoppiando il cuore per quelle scene così dure. Era sconvolta ma si trattenne, provò varie emozioni: rabbia, paura... non c'era spazio per esse e neanche per la tristezza. C'era bisogno di partire, di lottare , di ribellarsi a un sistema che provocava vittime innocenti non c'era tempo di inondare il suo volto di compassione, fece un profondo respiro e telefonó alla sede di Medici Senza Frontiere pronta a mettere a disposizione la sua vita verso il mare della Pace.
𝐷𝜇𝜌𝑙𝜀𝜘 𝜌𝜎𝜀𝜏𝜄𝑐𝛼
#56

1 settembre 2026 - 16 settembre 2026





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