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L’ultima volta che una cosa è stata normale

30 ago
Tempo di lettura: 4 min
Illustrazione generata con l'aiuto di un'intelligenza artificiale (ChatGPT – OpenAI)
Illustrazione generata con l'aiuto di un'intelligenza artificiale (ChatGPT – OpenAI)

La consegna


Racconta un momento che, mentre lo vivevi, sembrava normalissimo ma che oggi riconosci come l’ultimo prima di un cambiamento.

Può essere, per esempio, l’ultima cena prima di una separazione, l’ultima estate prima di diventare adulti oppure l’ultima volta in cui un luogo era ancora “casa”...

Parti da un dettaglio banale (una frase, una canzone, un oggetto lasciato lì) e da quel dettaglio fai emergere lentamente la consapevolezza che qualcosa stava per cambiare per sempre.
Può essere un racconto, una poesia, una pagina di diario o una lettera.



H.B. Greendust (@the_efed)


"Volevo fare il cantante delle canzoni inglesi, così nessuno capiva che dicevo...." 
Quello fu l'ultimo glorioso attimo in cui io e l'umanitá vivemmo in modo normale.
Seguí un controverso periodo, che io personalmente amai a tal punto da eliminare dai miei ricordi. 
Quel che venne dopo è stato un graduale disfacimento della mia anima e in contemporanea di tutta l'idea di normalità, di logica, di buonsenso che fino a quel momento aveva retto come un ossatura le sorti del pianeta che mi circondava. 
“Questo nuovo mondo è peggiorato a causa mia o sono io che sono peggiorato a causa di questo nuovo mondo?”
Forse nulla è del tutto distaccato, o meglio tutto è in qualche modo correlato e virtualmente legato.
Il culmine tuttavia si è mostrato con calma, ed è nel presente sempre più saturo di follia e assurdità, un incrocio tra un sogno comico ed un mezzo incubo Ke fa saltare i nervi dalla rabbia. Tutto questo schifo, tutta questa mancanza di ragionevolezza, di fatto è anche frutto del progresso che tanto fu glorificato ai tempi, ma porterà a mio parere l' uomo all'estinzione, prima di qualunque altra folle e arcaica credenza. Viaggiamo ormai su una macchina sempre più veloce e sempre meno sicura, siamo fasciati fino al collo ma soffocheremo nelle nostre stesse protezioni. I nuovi ideali non sono retti da una tradizione, da una convinzione, sono retti da una tendenza, da un istinto comandato altrove (non dentro di noi) ed innaturale.
Odio chi odia. 
Impossibile farsi strada tra muri di idee ghiacciate e non più modellabili, percorro ogni giorno sentieri infernali in una caverna al contrario, in cui la troppa libertà mi ha incatenato alla vostra presunzione.



Cesare (@costacesare)


Babbo, che mi combini


"Babbo, che mi combini", dissi piano,
mentre la barella passava accanto.
Tu mi cercasti appena con la mano,
io avevo già preparato un altro incontro.

Le porte si richiusero alle tue spalle,
fuori la sera continuava uguale.
Pensavo a quando saresti tornato a casa,
alle tue scarpe ferme sulle scale.

Non ti dissi addio. Non ce n'era bisogno.
Gli addii appartengono a chi già sa.
"Babbo, che mi combini" fu l'ultima cosa.
E ancora aspetto che tu mi risponda.



Elena L


Caro Angelo Custode, 
tu lo sai bene da quando ero piccola sognavo tanto di fare la maestra... da grande vidi una stella cadente e da lì realizzai che il mio desiderio tanto sognato e richiesto si sarebbe concretizzato. Sentì forte la fede.
Tutto partì prima con l'iscrizione alle superiori adatte, poi al concorso.Tanto studio e applicazione. Tante rinunce e sacrifici. Tanta disciplina e riflessione. Ma quella notte in cui vidi l'astro risplendere mi si illuminó il cuore , sentivo che le mie preghiere e il mio impegno erano stati accolti dal Signore. La speranza aveva trovato un segno.
Vinsi il concorso e fui felice che la magia dell'Universo mi abbia aiutata insieme alla mia determinazione e buona volontà. 
Ora tutto è cambiato ma la vita mi ha insegnato che ci sono dei segni, dei punti in cui un capitolo del nostro tempo finisce e se ne apre un altro. Sempre impegnativo ma altrettanto bello!! Grazie di cuore di tutto, sono grata per queste splendide esperienze.  Grazie di starmi vicino sempre, anche nei capitoli più brutti e difficili.
Ti voglio un mondo di bene ❤️ la tua Elena



Igor (@gribyslab) 


Che rumore fa la felicità?

I libri impilati di fianco al materasso.
Ormai i mobili grandi e buona parte degli oggetti sono nella nuova dimora. Il luogo della mia infanzia è deserto ma il cuore è pieno di felicità, una gioia infinita. Di fronte a me tutte le possibilità di scelta che nuovi amori e nuove amicizie possono offrire. L'aria vibra della stessa energia di un giugno dell'infanzia. La sensazione che il peggio sia passato, che questa gioia possa essere conservata in una piccola ampolla e distribuita tra i miei amici storici. Le uscite con loro sono di una rinnovata armonia, l'inverno è passato, il Sole ha una lucentezza diversa e una melodia ondeggiante accompagna le mie notti.
Gli accaldati baci lasciati nel piccolo abitacolo di una Fiat Seicento, American Graffiti nella testa e un erotico rockabilly nelle orecchie.

Sono passati più di dieci anni, gli amori sono finiti, le amicizie hanno cambiato forma e priorità ma la gratitudine, nei confronti del fato, per aver organizzato quel party sgorga ogni giorno.



Giacomo (@giacomo.pirovano)


SAN GIOVANNI
Prigožin marciava su Mosca, mostrava la TV.
Avevo ordinato anche una zuppa di pesce piccante. Ridevi mentre i cinesi del locale mi guardavano storto. Un enorme cratere da condividere, un altro inferno dei morti bolliti vivi.

Tutta la città guardava il cielo su Torino, esplodevano i fuochi artificiali. La mia unica preoccupazione era la folla ammassata per le vie del centro.

Un semaforo che continuava a funzionare in mezzo a via Po, invasa da persone ferme.

Una bevanda alla fragola e semi di basilico, una carezza sul viso.

Fine.

𝐷𝜇𝜌𝑙𝜀𝜘 𝜌𝜎𝜀𝜏𝜄𝑐𝛼

24 luglio 2026 - 27 agosto 2026

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