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Ricordo di un'estate

Aggiornamento: 3 giorni fa



Questa sera, da buon appassionato kinghiano, sono stato al cinema a vedere Stand By MeRicordo di un’estate, tratto dal racconto Il corpo di Stephen King.



Da più di dieci anni ho una piccola tradizione con mio fratello e mio cugino: ogni maggio cerchiamo di trovarci per mangiare qualcosa di buono (negli ultimi anni ci siamo specializzati in piatti messicani) e per guardare Stand By Me.



Ormai sappiamo a memoria ogni scena, ogni sguardo, ogni battuta. Eppure, ogni anno, quel film riesce a lasciarci qualcosa di diverso. A volte ci riporta coi piedi per terra, a volte diventa una struggente riflessione sulla fine dell’innocenza e a volte è un pensiero silenzioso per chi non c’è più. Sempre però, in qualche modo, è un toccasana per la nostra salute mentale.

Quest’anno non potevamo perdere l’occasione di vederlo al cinema. Purtroppo sono andato solo con mio fratello, perché mio cugino aveva impegni di lavoro, ma la tradizione era comunque lì con noi.


In sala eravamo una trentina di persone di tutte le età. Negli incroci di sguardi tra me e gli altri spettatori c'era un riconoscimento reciproco, la consapevolezza di condividere un rito, una tradizione, quasi una preghiera.

Durante la visione eravamo tutti Gordie Lachance adulto, seduto in macchina a ricordare. Sospesi nel tempo. Sullo schermo passavano River Phoenix, Wil Wheaton, Corey Feldman e Jerry O’Connell, ma nel cuore ognuno vedeva la propria versione dodicenne camminare lungo quei binari.



All'intervallo ho sentito una ragazza chiedere al proprio compagno cosa ne pensasse del film fino a quel momento. Non ho sentito la risposta, ma ho capito che lei era lì per mostrargli qualcosa di così profondo di se stessa che a parole non avrebbe saputo spiegare. La sua era una confessione a cuore aperto, quel tipo di condivisione che si riserva solo a chi se lo merita davvero.


Ora torno a leggere un po’ prima di andare a dormire. Ho versato qualche lacrima, mi sono rigenerato. E il bambino che è in me è pronto a leggere fumetti fino all’alba, per poi restare ancora una volta a bocca aperta davanti alla bellezza della natura (proprio come succede a Gordie nel film).



Grazie Stephen King e grazie a Rob Reiner: senza Stand by Me, il vuoto esistenziale si sarebbe mangiato molte più parti della mia anima.


PS: Il film sarà ancora in sala domani (martedì 9 giugno 2026) e dopodomani. Se avete bisogno di lenire un po’ di ansie, andate a vederlo.


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